Ecoimprese italiane per le rinnovabili in Africa

06/12/2018

Negli ultimi anni le imprese italiane fornitrici di tecnologie per le energie rinnovabili hanno guardato con crescente interesse ai mercati esteri. Non a caso, infatti, nel 2017, il saldo della bilancia commerciale e' in attivo per un valore superiore al miliardo di euro e l'incidenza dell'export sul fatturato totale risulta vicina al 50 percento. Nello stesso anno, l'export italiano di tecnologie per le energie rinnovabili ha registrato una crescita annua del 5,1 percento.
Sempre nel 2017 le aziende italiane del settore elettrico hanno realizzato 79 operazioni all'estero per una potenza installata di 10,9 GW e un controvalore dell'investimento pari a 9,7 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto all'anno precedente.
La CEA (Commissione Economica dell'ONU per l'Africa) e la Communaute' d'Afrique de l'Est hanno approvato una strategia che mira a rafforzare la collaborazione regionale e a permettere dei guadagni collettivi in materia di sicurezza energetica.
Nell'Africa centro-orientale circa il 90 percento della popolazione dipende dalla biomassa (carbone vegetale e legna da ardere) come fonte di energia, il che provoca una massiccia deforestazione, una minaccia a lungo termine per l'approvvigionamento energetico.
Il deficit di approvvigionamento di elettricita' danneggia la crescita dei Paesi dell'Africa dell'Est. A causa della loro forte dipendenza dai combustibili fossili e dell'assenza di raffinerie, le importazioni di prodotti petroliferi rappresentano oltre il 10 percento del PIL dei Paesi della regione, danneggiando pesantemente la loro economia.

 

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