BARIBLOCK: I BLOCCHI IN CALCESTRUZZO BARITICO

02/10/2017

La sezione di medicina nucleare dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara è stata di recente oggetto di un intervento di rinnovamento tecnologico per rendere il nuovo reparto di radioterapia un polo di riferimento nazionale. Questo approccio innovativo è iniziato dalla scelta della schermatura dalle radiazioni ionizzanti, ricaduta sui blocchi baritici Bariblock prodotti dalla SVA. L’ammodernamento del reparto prevedeva l’istallazione di un nuovo acceleratore lineare da 22 MeV, con il conseguente adeguamento strutturale in corrispondenza del fascio primario emesso dal macchinario, usualmente realizzato con una schermatura in piombo. Considerati però gli spessori contenuti che può garantire una parete in calcestruzzo baritico e la convenienza economica, la committenza ha deciso di impiegare i blocchi in calcestruzzo baritico Bariblock.
Soluzione analoga è stata scelta anche per il reparto di radioterapia del Marrelli Hospital a Crotone, per il quale sono stati impiegati blocchi baritici Bariblock 15.
 “In questo caso - afferma l’ingegner Francesco Provenzano - era necessario schermare il fascio primario di due acceleratori da 15 MeV ciascuno e, per far ciò, la soluzione più semplice da posare e più economica era proprio l’utilizzo di blocchi baritici. La forma stessa di Bariblock è garanzia di velocità costruttiva e di alte performace nella schermatura; infatti, la forma a ‘cuneo appuntito' assicura un totale incastro e continuità nella protezione”.
“Grazie alle attività di sviluppo prodotto portate avanti con università e istituti di ricerca - precisa l’ingegnere energetico e nucleare, Danilo Cottone – la società SVA è riuscita a mettere a punto Bariblock, un prodotto innovativo ed ecosostenibile, in grado di schermare radiazioni potenzialmente dannose per l’individuo, come raggi x, γ e neutroni. E’ l’elevata densità del blocchetto, pari a 3.300 kg/mc, dovuta alla presenza d’inerte di barite (BaSO4) che permette di mantenere gli spessori della schermatura contenuti”.
Questi blocchetti permettono di schermare i fotoni senza la necessità di utilizzare il piombo che oltre a risultare molto costoso è anche difficile da smaltire.

 

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